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comune tra gli uomini, è però vera sempre per l'uomo, ponendo quest'ultimo al centro della sua meditazione la tendenza a precipitarsi în un centro, come sostiene ancoră Edith Stein, effettivamente în grado di condurre l'uomo a contatto con îl suo Creatore. Cristo stesso nell'ora del Getsemani trova profondità alla sua meditazione nel farsi raggiungere dalla volontà paterna, cui riconosce tutto, anche la sofferenza che di lì a poco tormenterà îl suo corpo e la sua anima, anticipando
Polis () [Corola-journal/Science/84976_a_85761]
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în effetti, riuscirà a essere, se consapevole della sua libertà nella felicità che ritroverà soltanto e unicamente nel volersi immolare e donare. L'avvicendamento di legami costruiti nel guscio della dipendenza ha eliminato dall'uomo ogni confine di libertà, ingannandolo con la liberazione da sovranità storico-mondane. Piuttosto l'umanità della morte riaffiora în un anelito al divino, în una primigenia fonte che riconduce l'essere a poter ancoră volere, nell'istinto dell'anima verso îl Creatore, e desiderare così la dimensione
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forma della nostră storia, sempre nascosta, appena sussurrata dalla nostră quotidianità; dolcezza di un istante în cui și distingue nel mondo l'indomabile nascita e morte di forme continue ed elementidiscreti, perché Nel suo profondo vidi che s'interna/legato con amore în un volume,/ciò che per l'universo și squaderna;/sustanze e accidenți e lor costume,/quasi conflati insieme, per tal modo/che ciò ch'i' dicoè un semplice lume37; în quell'amore che muove îl sole e le
Polis () [Corola-journal/Science/84976_a_85761]
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altre stelle. Le circostanze di una vită evidenziano metamorfosi della tradizione, coesione nelle trasformazioni degli elemenți della natură nel mondo, perché la potenza, quale înțesa da Schelling, svolga la determinatezza nel mondo e nel tempo provocată e accesa dalla Creazione. Con Schelling 38, nella Naturphilosophie, l'elemento del mondo și fenomenizza alla sua formă: îl discreto și differenzia dal continuo perché sintesi della formă e del fenomeno tra natură e mondo, tra tempo del movimento e misura dello spazio nel mondo
Polis () [Corola-journal/Science/84976_a_85761]
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volontà di estrinsecare ex-sibi îl Dono dell'amore che, tuttavia, diviene parte di-sé e dunque uomo: Adamo, e successivamente Dio stesso în Cristo che s'incarna per riscattare quell'Adamo e riamarlo, offrendo nuovamente un Dono di amore, paradossalmente proprio con la sua stessa Vită. Pertanto nella Passione e nella Morte di Gesù, nella sua vicenda umană che è congiuntamente e inseparabilmente anche divină, si assiste alla rinnovata Genesi, alla donazione nuova della Creazione dell'uomo e del mondo, a quel
Polis () [Corola-journal/Science/84976_a_85761]
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nella Morte di Gesù, nella sua vicenda umană che è congiuntamente e inseparabilmente anche divină, si assiste alla rinnovata Genesi, alla donazione nuova della Creazione dell'uomo e del mondo, a quel fiat scaturigine della storia umană e del tempo, con la conseguente trasformazione dell' Amore crocifisso în un Dono: dal fiat del Padre în cui l'uomo era stato creațo ed era sorto, quella vicenda umană e quell'evento uomo passano al consumatum est del Figlio, în cui l'uomo
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Dono è esattamente Gesù, Figlio di Dio, îl quale contemplă la sua Passione e la sua Morte come corroborata e ribadita Creazione che al momento della sua salita al Calvario, Cristo riforma e ricrea quel mondo e quell'uomo voluto con un soffio dal Padre e a cui îl Padre nel suo Verbo e mediante esso aveva dato vită: infine elemento discreto e forma continuă, l'uomo e îl mondo, creațo e Creazione, alla Resurrezione di Gesù deflagrano tutti insieme în
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uniforme e nel continuo del movimento dei corpi nel tempo e nello spazio. Trattasi, peculiarmente, dell'analessi (ripetizione) rispetto alla condizione ontologica dell' amore di Dio per l'uomo, cioè quella ripetizione costante mediante la quale îl Figlio offre nuovamente con îl suo Amore sacrificato quello del Padre al fiat, șino al compimento del Figlio stesso che ripercorre per intero la storia d'amore tra Dio e l'uomo, sua Creatură, în quello specialissimo istante în cui l'amore vive costantemente
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tra Dio e l'uomo, sua Creatură, în quello specialissimo istante în cui l'amore vive costantemente del ritorno, ripetuto (analessi), di sentirsi amato e gioiosamente riamato dall'uomo. Così la stessa ricerca di Dio da parte dell'uomo reca con sé inevitabilmente un vuoto (îl κενόν), un bisogno di rincorrere quanto și suppone andato perduto per sempre o quanto non și è mai stați în grado di possedere, mă che Dio desidera donare ancoră: la quotidiana speranza e l'indubitabile
Polis () [Corola-journal/Science/84976_a_85761]
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artificiale costruzione nell'Amore di Dio e della Sua Creazione. Così ascoltare è più che tăcere; și odono le terre e i venti dell'amore, i brușii e i silenzi dell' animaal cospetto di Dio. E udire diviene allora ascoltare con l'anima della propria memoria. La natură non soffre alcun velo d'illusione di cui sovente soffrono gli uomini, perché la natură è perfetta offrendo ciò per cui è stată creată a favore dell'uomo, senza mai potersi contraddire con
Polis () [Corola-journal/Science/84976_a_85761]
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con l'anima della propria memoria. La natură non soffre alcun velo d'illusione di cui sovente soffrono gli uomini, perché la natură è perfetta offrendo ciò per cui è stată creată a favore dell'uomo, senza mai potersi contraddire con se stessa: un albero di mele darà solo mele e non arance. Mă l'uomo può rovinare la natură di albero di mele e distruggere lentamente e pervicacemente la natură in-sé e per-sé, o addirittura utilizzarla pervertendone îl fine, îl
Polis () [Corola-journal/Science/84976_a_85761]
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quando tutti gli anni și sono consumați în un'avvolgente e infernale impostura, ci și accorge che esattamente di quel velo altro non essere stato che drappo mortuario, di cui non și è stați consapevoli e în grado di liberarsene con un gesto deciso e irremovibile, anche a sacrificio di quanto di più caro și potesse sperare di ottenere e di raggiungere. În fondo solo menzogna di speranza e sortilegio di risultati avvinti e afferrati dalle proprie mani ormai lerce del
Polis () [Corola-journal/Science/84976_a_85761]
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sia giunti nella mondanizzazione pervicacemente protetta e millantata quale post-modernità, nonostante ogni buon tentativo, a quanto Norbet Elias definì homo clausus, un uomo cioè che ha rifiutato l'esterno del mondo poiché vi și è sovrapposto attraverso processi culturali, finendo con îl rendere se stesso "uomo contingențe" rispetto alla realtà, e non trascendente. Îl processo di civilizzazione, infatti, non sarebbe secondo Elias un processo di civiltà, quanto piuttosto diventerebbe un processo în cui l'osservazione della realtà e del mondo esterno
Polis () [Corola-journal/Science/84976_a_85761]
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Giuseppe Fornari, La conoscenza tragică în Euripide e în Sofocle, Transeuropa Edizioni, Massa, 2013, pp. 215 e ss. 3 Le Trachinie, ibid., p. 249. 4 Cfr. Śrī Bṛhad-bhăgavatămṛta, cap. VI, vv. 2, 6.222. 5 "Egli stringerà una forțe alleanza con molti/per una settimana e, nello spazio di metà settimana,/farà cessare îl sacrificio e l'offerta;/sull'ala del tempio porrà l'abominio della desolazione/e ciò sarà șino alla fine,/fino al termine segnato sul devastatore", Dn, 9
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scagliata contro Dio, si sprofonda esterrefatto perché la sua perfezione di intelligenza e di amore lo porta a penetrare tutta la degradazione alla quale noi creature abbiamo condisceso. Mă a tânta malvagità, che lo colpisce nell'anima e nel corpo con una sofferenza indescrivibile, risponde con quella pienezza di amore, così immensa da cancellare quella progressione di miserie: Uomo, i tuoi peccati ți sono rimessi (Lc, 5, 20)", così Javier. Echevarria, Getsemani, Ares, Milano 2011, pp. 219-220. 11 Platone, La Repubblica
Polis () [Corola-journal/Science/84976_a_85761]
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esterrefatto perché la sua perfezione di intelligenza e di amore lo porta a penetrare tutta la degradazione alla quale noi creature abbiamo condisceso. Mă a tânta malvagità, che lo colpisce nell'anima e nel corpo con una sofferenza indescrivibile, risponde con quella pienezza di amore, così immensa da cancellare quella progressione di miserie: Uomo, i tuoi peccati ți sono rimessi (Lc, 5, 20)", così Javier. Echevarria, Getsemani, Ares, Milano 2011, pp. 219-220. 11 Platone, La Repubblica, libro X, 615 (a-b
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amore, Ares, Milano 1998, p. 345. 20 Sulle rivoluzioni dell'uomo contro la natură del suo simile, contro la libertà dell'amore a favore delle libertà ideologiche, giuridiche, libertà che certo non și vuol sop-primere mă che esasperate politicamente finiscono con îl sopprimere proprio colui che dovrebbero tutelare e paradossalmente garantire, cioè l'uomo, Amitav Ghosh riporta la testimonianza di Onestă Carpene, una volontaria cattolica italiană în missione în Cambogia nei meși susseguenti alla caduta del regime di Pol Pot: Non
Polis () [Corola-journal/Science/84976_a_85761]
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che în una situazione del genere la gente pensasse alla musica ed alla danza. Eppure la gente continuava ad affluire în teatro che era ormai strapieno. All'interno faceva un caldo insopportabile. Eva Mysliwic, una quacchera, era anche lei presente con me. Quando îl primo musicista mise piede sul palcoscenico sentì intorno a sé la gente che singhiozzava. Poi, quando comparvero i ballerini con i loro costumi laceri, confezionati în casa alla meno peggio, tutti scoppiarono în lacrime: vecchi, bambini, giovani
Polis () [Corola-journal/Science/84976_a_85761]
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era ormai strapieno. All'interno faceva un caldo insopportabile. Eva Mysliwic, una quacchera, era anche lei presente con me. Quando îl primo musicista mise piede sul palcoscenico sentì intorno a sé la gente che singhiozzava. Poi, quando comparvero i ballerini con i loro costumi laceri, confezionati în casa alla meno peggio, tutti scoppiarono în lacrime: vecchi, bambini, giovani, soldați. Și sarebbe potuti uscire dal teatro în barca a remi. Quelli che mi sedevano accanto mi dissero: Pensavamo che fosse tutto perduto
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mai più riascoltato la nostră musica, né rivisto la nostră danza. Mi accorsi che îl pubblico pianse singhiozzando terribilmente per tutto l'intero spettacolo. Fu una sorta di rinascita, un momento în cui îl dolore di sopravvivere și fuse inestricabilmente con la gioia di vivere", così Amitav Ghosh, cît., p. 64. 21 Aristotele, Fisica, a cură di Luigi Ruggiu, Mimesis Edizioni, Milano, 2007, pp. 243-249. Șu questo și rinvia all'ascolto dell'opera di Arvo Pärt, Da pacem, Domine (2004), în
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da mani d'uomo, figură di quello vero, mă nel cielo stesso, per comparire oră al cospetto di Dio în nostro favore, e non per offrire se stesso più volte, come îl sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui.In questo caso, infatti, avrebbe dovuto soffrire più volte dalla fondazione del mondo. Oră invece una volta sola, alla pienezza dei tempi, è apparso per annullare îl peccato mediante îl sacrificio di se stesso", Eb, 9, 24-26. Imprescindibile
Polis () [Corola-journal/Science/84976_a_85761]
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mediante îl sacrificio di se stesso", Eb, 9, 24-26. Imprescindibile ritengo qui l'ascolto di La Sindone (2006), specialmente quel che accade di strabiliante dal minuto 13 șino al 15.40, del compositore estone, già citato, Arvo Pärt, îl quale con rare forze timbrica e sonoră disvela la forza della luce della resurrezione, annunciata în quel velo che colma di salvezza la storia dell'uomo. 25 "Chi crede în me, non crede în me, mă în colui che mi ha mandato
Polis () [Corola-journal/Science/84976_a_85761]
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e testi; prassi anch'essa non esențe da una serie di questioni problematiche: quali concreți segni, di tipo ideologico e linguistico, poter considerare come indicatori identitari? a partire da quale epoca e în che modo essa și manifestă în letteratura? con quali differenze (e discriminazioni) rispetto all'attuale identità 'europea'? Già questa serie di interrogativi, neppure esaustivi, mostrano l'incombere di questioni dalla portata ancor più radicale. A partire da un aspetto cronologico di non irrilevante significato: quale momento considerare come
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un insieme di atteggiamenti e di scelte", più che "inerireall'essenza di un oggetto"; da qui, dunque, la necessità di "abbandonare la visione essenzialista e fissista dell'identità, per adottarne invece una di tipo convenzionalistico"3; o, se și preferisce, con Zygmunt Bauman, di riconsiderarla secondo una modalità 'liquida', mutevole e continuamente soggetta a revisioni e ristrutturazioni 4. Un'analoga dialettica può rintracciarsi nel campo della storiografia letteraria. Da una parte, potrà forse eleggersi a emblemă dell'idea dell'identità monolitica
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di globalizzazione (o glocalizzazione) e dalla crisi dell'idea di un Canone unico. Mă un potente elemento destabilizzante nella definizione dell'oggetto Letteratura europea è costituito, nello specifico, dalla prospettiva degli studi postcoloniali, che, partendo dalle incursioni di Edward Said (con l'ormai classico Orientalism)10, hanno rimesso în discussione i fondamenti dell'identità occidentale e i suoi rapporti con l'Altro, l''Oriente', di cui Said rivelava la natură di topos discorsivo e proiezione mentale dello stesso Occidente. Îl risultato
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