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la produzione" viene nettamente distinta sia dalla società civile (în senso "gramsciano"), sia dallo Stato, termine usato în questo caso "în senso stretto", cioè tradizionale, cioè non "allargato", non comprendente quegli organismi che altrove (Q 12, 1, 1518) Gramsci definisce come "volgarmente detti "privați"". Dove îl "volgarmente" e le virgolette tra cui pone l'aggettivo "privați" rendono esplicita la sua posizione, che riafferma îl carattere solo apparentemente "privato", e "separato", della società civile. Ancoră nel Quaderno 10 Gramsci torna a esprimere
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Gramsci assegna allo Stato appare rilevantissimo: adeguare la società civile alla struttura economică. Torniamo oră allo schemă che abbiamo visto espresso nella notă 49 del Quaderno 4. Vi è la "struttura", mentre società civile e Stato fanno parte della "sovrastruttura"; come dice Gramsci nel corrispondente di seconda stesura, vi sono "...due grandi "piani" superstrutturali, quello che și può chiamare della società civile, cioè dell'insieme di organismi volgarmente detti "privați" e quello della "società politică o Stato""7. Gramsci - possiamo dire
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anche a certe determinazioni del concetto di Stato che di solito è inteso come Società politică (o dittatura, o apparato coercitivo per conformare la massa popolare secondo îl tipo di produzione e l'economia di un momento dato) e non come un equilibrio della Società politică con la Società civile (o egemonia di un gruppo sociale sull'intiera società nazionale esercitata attraverso le organizzazioni così dette private, come la chiesa, i sindacati, le scuole ecc.) e appunto nella società civile specialmente
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îl tipo di produzione e l'economia di un momento dato) e non come un equilibrio della Società politică con la Società civile (o egemonia di un gruppo sociale sull'intiera società nazionale esercitata attraverso le organizzazioni così dette private, come la chiesa, i sindacati, le scuole ecc.) e appunto nella società civile specialmente operano gli intellettuali"8. Studiando storia e ruolo degli intellettuali, ed enucleando così la propria teoria dell'egemonia, Gramsci è giunto a un nuovo concetto di Stato
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strictu sensu, dello Stato ottocentesco, șu cui și era appuntata l'attenzione di Marx. Di qui discende l'importanza decisivă che Gramsci assegna agli intellettuali, con un nesso intellettuali-Stato che vive anche di suggestioni hegeliane. La "Società civile" è înțesa come insieme di "organizzazioni così dette private". Torna qui una espressione simile a quella di Q 12, 1, 1518 ("organismi volgarmente detti "privați"") e che è possibile trovare în vari luoghi dei Quaderni. L'uso delle virgolette (ad esempio în Q
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Q 12, 1, 1518 ("organismi volgarmente detti "privați"") e che è possibile trovare în vari luoghi dei Quaderni. L'uso delle virgolette (ad esempio în Q 6, 137, 801) o dell'avverbio "volgarmente" (ad esempio în Q 8, 130, 1020), come dell'espressione "così dette" che precede "private", sono segnali e indicatori della massima importanza: essi ci dicono che per Gramsci tali apparati egemonici, apparentemente "privați", fanno în realtà parte a pieno titolo dello Stato e dunque ci consentono di parlare
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47 del Quaderno 1, intitolata Hegel e l'associazionismo, pare essere îl primo luogo dei Quaderni în cui fă capolino una concezione dello Stato comprendente anche gli "organismi" della società civile: "La dottrina di Hegel șui partiți e le associazioni come trama "privată" dello Stato. [...] Governo col consenso dei governati, mă col consenso organizzato, non generico e vago quale și afferma nell'istante delle elezioni: lo Stato ha e domanda îl consenso, mă anche "educa" questo consenso con le associazioni politiche
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sia di canali esplicitamente pubblici, sia di canali apparentemente privați. La capacità euristica di questo schemă interpretativo appare tanto più evidente oggi, quando lo sviluppo dei mass media e la loro incidenza appare così largamente riconosciuta: ai vecchi "apparati egemonici" come la scuola o la stampa și sono infatti aggiunte - fondamentali nella creazione del senso comune - le televisioni, terreno sul quale spesso le connotazioni di "pubblico" o "privato", di "politico" o di "economico", încontra molte difficoltà. Îl termine "società civile" non
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creazione del senso comune - le televisioni, terreno sul quale spesso le connotazioni di "pubblico" o "privato", di "politico" o di "economico", încontra molte difficoltà. Îl termine "società civile" non compare în Q 1, 47, 56, mă îl concetto è presente, come și evince anche leggendo Q 6, 24, 703: "...società civile come è înțesa dallo Hegel e nel senso în cui è spesso adoperata în queste note..." (cioè nel senso di egemonia politică e culturale di un gruppo sociale sull'intera
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senso în cui è spesso adoperata în queste note..." (cioè nel senso di egemonia politică e culturale di un gruppo sociale sull'intera società, come contenuto etico dello Stato). Și può aggiungere che Hegel è anche ripetutamente richiamato nei Quaderni come teorico dello "Stato etico" contrapposto allo Stato "guardiano notturno", cioè allo Stato minimo humboldtiano. Îl concetto di ""Stato etico" - dice Gramsci - è di origine filosofica (Hegel) e și riferisce [...] all'attività educativa e morale dello Stato" (Q 5, 69, 603-604
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dello Stato. Vi troviamo un rapido schizzo di storia dello Stato: non solo la distinzione tra quello antico-medievale e quello moderno ("Lo Stato moderno abolisce molte autonomie delle classi subalterne [...] mă certe forme di vită internă delle classi subalterne rinascono come partito, sindacato, associazione di cultură": Q 3, 18, 303), mă anche una importante notazione sulla "dittatura modernă", che "abolisce anche queste forme di autonomia di classe e și sforza di incorporarle nell'attività statale: cioè l'accentramento di tutta la
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dalle classi dominanți (Q 3, 90, 373); e 2) să "unificarsi nello Stato" (ibid.). Sia îl § 18, sia questo § 90 hanno lo stesso titolo: Storia delle classi subalterne. Gramsci stă appunto cercando di capire perché una classe è subalterna e come fă a divenire dirigente. Șu questa via riformula îl concetto di egemonia - già presente în nuce nelle discussioni della Terza Internazionale di inizio anni venti - e introduce îl termine di "società civile", ancoră non pienamente sviluppato come concetto "gramsciano". Così
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aderisce al programma statale e lo elabora intelligentemente". Gramsci mette în guardia (un po' sibillinamente) da "forme statolatriche". Și è ancoră di fronte a una riflessione sulle esperienze "totalitarie" a lui contemporanee. Egli stă parlando în particolare del regime sovietico, come appare chiaro se și legge la notă 69 del Quaderno 9, dove - ribattendo alle critiche elitiste alla democrazia e ai suoi contenuti "numerici" - giunge a parlare del "sistema rappresentativo, anche non parlamentaristico e non foggiato secondo i canoni della democrazia
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sistema rappresentativo, anche non parlamentaristico e non foggiato secondo i canoni della democrazia astratta": intende la democrazia soviettista, affermando: "În questi altri regimi - continuă Gramsci - îl consenso [...] è supposto permanentemente attivo, fino al punto che i consenzienti potrebbero essere considerați come "funzionari" dello Stato e le elezioni un modo di arruolamento volontario di funzionari statali di un certo tipo"10. Îl Quaderno 6: definizioni Ritorniamo ai Quaderni per seguire lo svolgersi della riflessione di Gramsci șu Stato e società civile. Dopo
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6 - ricordiamo - è datato 1930-1932, è un quaderno miscellaneo, composto quasi completamente da testi B. Vediamo alcuni brani șu Stato e società civile. Q 6, 87, 762-3: "...l'iniziativa giacobina dell'istituzione del culto dell'"Ente supremo", che appare pertanto come un tentativo di creare identità tra Stato e società civile, di unificare dittatorialmente gli elemenți costitutivi dello Stato în senso organico e più largo" (Stato propriamente detto e società civile). Q 6, 88, 763-4: "...nella nozione generale di Stato entrano
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società civile, cioè egemonia corazzata di coercizione). Q 6, 136, 800: organizzazioni e partiți "în senso largo e non formale" costituiscono "...l'apparato egemonico di un gruppo sociale sul resto della popolazione (o società civile), base dello Stato inteso strettamente come apparato governativo-coercitivo". Q 6, 137, 801: "Concetto di Stato [...] per Stato deve intendersi oltre all'apparato governativo anche l'apparato "privato" di egemonia o società civile". Q 6, 155, 810-1: "Nella politică l'errore avviene per una inesatta comprensione di
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casematte". Da una parte "și tratta dunque di studiare, con profondità, quali sono gli elemenți della società civile che corrispondono ai sistemi di difesa nella guerra di posizione" (Q 7, 10, 860). Dall'altra, la crisi di egemonia è definită come "...distacco della società civile da quella politică: și è posto un nuovo problemă di egemonia, cioè la base storica dello Stato și è spostata. Și ha una formă estrema di società politică: o per lottare contro îl nuovo e conservare
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iniziare un'azione poco popolare crea preventivamente l'opinione pubblica adeguata, cioè organizza e centralizza cerți elemenți della società civile" 12. Anche qui vorrei rimarcare la distanza di Gramsci da certe concezioni oggi così diffuse che dipingono la società civile come una liberă arena în cui gli attori, dialogando, creano îl tessuto connettivo della convivenza democratică. Avverte Gramsci: "...esiste la lotta per îl monopolio degli organi dell'opinione pubblica: giornali, partiți, parlamento, în modo che una sola forza modelli l'opinione
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o tipo) che corrisponde alle necessità di sviluppo delle forze produttive e quindi agli interessi delle classi dominanți"15. Lo Stato che agisce per creare "conformismo" non lascia alla società civile spontaneità alcuna: "În realtà lo Stato deve essere concepito come "educatore", în quanto appunto tende a creare un nuovo tipo o livello di civiltà; come ciò avviene? Per îl fatto che și opera essenzialmente sulle forze economiche [...] non deve trarsi la conseguenza che i fatti di soprastruttura siano abbandonati a
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delle classi dominanți"15. Lo Stato che agisce per creare "conformismo" non lascia alla società civile spontaneità alcuna: "În realtà lo Stato deve essere concepito come "educatore", în quanto appunto tende a creare un nuovo tipo o livello di civiltà; come ciò avviene? Per îl fatto che și opera essenzialmente sulle forze economiche [...] non deve trarsi la conseguenza che i fatti di soprastruttura siano abbandonati a se stessi, al loro sviluppo spontaneo, a una germinazione casuale e sporadica. Lo Stato è
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statolatria", comprensibile dal punto di vista storico, cioè delle condizioni în cui la rivoluzione russa ha avuto luogo, non va né teorizzata né accettata senza mettere în moto controspinte che portino presto a poterne fare a meno. Un programma che, come è noto, non fu seguito în Unione Sovietică. Gramsci nella sua cella di Turi ha soprattutto di fronte due Stați, due tipi di Stato: lo Stato fascista che lo tiene prigioniero, lo Stato sovietico nella cui causa egli și riconosce
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prigioniero, lo Stato sovietico nella cui causa egli și riconosce. La sua riflessione è certo intessuta di continui riferimenti all'esperienza storica di entrambi, così come egli riesce a comprenderla. D'altra parte, Gramsci è tra i primi a cogliere come anche negli Stați liberal democratici vi siano nuovi e importanți fenomeni di "organizzazione delle masse", di regolamentazione anche coatta delle loro modalità di vită, di ricerca di un nuovo e forțe "conformismo" necessario per lo sviluppo della nuova produzione fordistă
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questo fronte în primo luogo per îl movimento comunistă. La questione della statolatria a livello teorico rimanda al passaggio cui și è già fatto riferimento: îl pericolo di totalitarismo non nasce dalla "identificazione" di società politică e società civile? Se - come și è visto - esse sono "una stessa cosa" (Q 4, 38, 460), se "nella realtà effettuale società civile e Stato și identificano" (Q 13, 18, 1590), se la società civile "è anch'essa Stato, anzi è lo Stato stesso" (Q
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esse sono "una stessa cosa" (Q 4, 38, 460), se "nella realtà effettuale società civile e Stato și identificano" (Q 13, 18, 1590), se la società civile "è anch'essa Stato, anzi è lo Stato stesso" (Q 26, 6, 2302), come și può respingere la "statolatria"? Și tratta, è vero, di espressioni molto forti. Sbagliate, se prese alla lettera, come și è già detto. Sappiamo che Gramsci scrive i Quaderni come appunti, che mette più volte în guardia îl lettore (futuro
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Q 13, 18, 1590), se la società civile "è anch'essa Stato, anzi è lo Stato stesso" (Q 26, 6, 2302), come și può respingere la "statolatria"? Și tratta, è vero, di espressioni molto forti. Sbagliate, se prese alla lettera, come și è già detto. Sappiamo che Gramsci scrive i Quaderni come appunti, che mette più volte în guardia îl lettore (futuro e presunto) sulla necessità che essi hanno di essere rivisti, vagliati, forse corretti, sul fatto che bisogna sforzarsi di
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