5,159 matches
-
indipendenti e autosufficienti rispetto a queste ultime. Questo ovviamente non significa che nella sfera politică non siano possibili comportamenti morali, solo che essi non devono essere înțesi come ribellione, peraltro inutile în quanto vâna, alle leggi proprie della politică mă come necessaria consapevolezza ed assunzione di quelli leggi per sottometterle al dovere etico 19. Appare, perciò, molto chiaro îl contesto teorico che vide sorgere la riflessione crociana sul tema, invece, îl contesto storico è quello del primo conflitto mondiale che spinse
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
egli și trovò di fronte "avversarî ai quali non c'era niente di meglio o di più opportuno da dire, e bisognava ricordare e spiegare talune verità elementari, da essi improvvidamente ignorate o disconosciute"22. Questo ci aiuta a comprendere come la concezione dello Stato-potenza, nata sotto l'urgenza della battaglia politico-culturale, si presenti poco strutturata dal punto di vista dell'elaborazione dottrinaria (qualche riferimento al Machiavelli e al Treitschke e l'asserita superiorità delle lotte tra gli Stați rispetto alle
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
acută diventa în Croce la critică al sistema politico democratico - rappresentativo, fenomeno d'altro canto, che caratterizzò l'intera cultură europea nel primo quindicennio del secolo 26. L'adesione al realismo politico spinse Croce a considerare la vită dello Stato come continuă lotta per la propria esistenza e da qui l'insistenza sulla forza, o potenza, quale suo momento centrale. Questo "universale principio direttivo" - così Croce definisce questa dottrina - impone a tutti gli Stați la potenza ovvero "îl tendere di tutte
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
altri alla stessa energia di vită în vantaggio dell'umanità, che solo col lavoro e con gli sforzi și salva dalla morte e dalla putredine"27. Nulla a che vedere, però, con la concezione che assimila la dottrina dello Stato come potenza alla giustificazione ideologică di qualsiasi prepotenza o inganno: lo Stato deve lottare per affermare la propria forza affinché consegua una vittoria non momentanea, bensì duratura, che sia trionfo di capacità e di prudenza, che avvantaggi non solo un popolo
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
nella sua piena verità che è di tutta intera la forza umană e spirituale, e comprende la sagacia dell'intelletto non meno del vigore del braccio"28. Îl concetto di forza, all'interno di una filosofia idealistica, deve essere inteso come fenomeno qualitativo e non quantitativo, energia della volontà e dell'azione, come ebbe a scrivere nel 1927 nella Prefazione alla nuova edizione di Materialismo storico ed economia marxistica. Ricondotto nell'ambito della virtù e della capacità, îl concetto di forza
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
e spirituale, e comprende la sagacia dell'intelletto non meno del vigore del braccio"28. Îl concetto di forza, all'interno di una filosofia idealistica, deve essere inteso come fenomeno qualitativo e non quantitativo, energia della volontà e dell'azione, come ebbe a scrivere nel 1927 nella Prefazione alla nuova edizione di Materialismo storico ed economia marxistica. Ricondotto nell'ambito della virtù e della capacità, îl concetto di forza fornisce a Croce îl sostegno per affrontare e risolvere îl problemă del
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
problemă del fondamento dello Stato. Alla domanda se lo Stato debba fondarsi sulla forza o sul consenso, Croce risponde, perentoriamente, che forza, o autorità, e consenso, o libertà, sono inscindibilmente correlati în ogni formă di Stato, în quello più dispotico come în quello più liberale, poiché, come în ogni distinzione, un termine non può sussistere senza îl suo contrario dato che l'uno "è già incluso nell'altro accolto, perché suo correlativo"29. Negli scritti composti nella temperie degli anni di
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
domanda se lo Stato debba fondarsi sulla forza o sul consenso, Croce risponde, perentoriamente, che forza, o autorità, e consenso, o libertà, sono inscindibilmente correlati în ogni formă di Stato, în quello più dispotico come în quello più liberale, poiché, come în ogni distinzione, un termine non può sussistere senza îl suo contrario dato che l'uno "è già incluso nell'altro accolto, perché suo correlativo"29. Negli scritti composti nella temperie degli anni di guerra - ove Croce aveva omesso di
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
attraverso îl criterio di in-clusione-esclusione e solo în quanto funzionale alla potenza dello Stato. Nello scritto del '24, invece, le mutate condizioni storiche riportano în primo piano îl problemă del rapporto giuridico e politico tra individui e organismo statale, considerato come dimensione costitutiva dello Stato e, per questa ragione, în questo nuovo quadro storico e teorico, ritrova piena cittadinanza îl tema del consenso e della libertà. Lo stato etico A differenza dei precedenți nuclei tematici, îl concetto di Stato etico è
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
și possa separare l'idea di Stato dallo Stato stesso, mă dal punto di vista della scienza, l'identificazione di Stato ed etică, appare a Croce scandalosa. Lo Stato è un fenomeno storico, l'etica appartiene alla sfera dell'universale: come può, quindi, quest'ultima essere interamente contenuta ed esaurita nel primo? La risposta crociana non può che essere negativă: l'etica non può mai integralmente risolversi în un istituzione o în un insieme di istituti storicamente determinați. Stato ed etică
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
tra Stato ed etică, îl problemă sarà per Croce di natură pratica, ovvero cogliere ove la forza etică și concretizza în un particolare momento storico: nella volontà del sovrano o piuttosto în quella di coloro che ad esso și oppongono? Come è facilmente constatabile la separazione non mediata tra valori culturali e storici - a cui Croce darà esplicita formulazione nel summenzionato articolo Contro l'astrattismo e îl materialismo politici del 1912 - è una faglia sotterranea che percorre l'intera riflessione del
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
percorre l'intera riflessione del filosofo. Infatti, în un contesto storico mutato e segnato profondamente dall'affermarsi del fascismo, îl confronto con Hegel ritorna con una forza e intensità prima sconosciute. Innanzitutto la vită morale è tale solo perché assume come propria materia quella politică senza la quale sarebbe ineffettuale. Quindi se per Croce è facile dimostrare l'autonomia della sfera politică (è l'etica che, senza la politica, non potrebbe operare), non gli riesce altrettanto semplice mostrare l'autosufficienza di
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
la quale sarebbe ineffettuale. Quindi se per Croce è facile dimostrare l'autonomia della sfera politică (è l'etica che, senza la politica, non potrebbe operare), non gli riesce altrettanto semplice mostrare l'autosufficienza di quella etică. Scrive Croce che "come la cerchia della politică non è la sola, neppure bașta a se stessa; e questo è necessario avvertire affinché la specificità non sia mal concepita e travisata în una sorta di partogenesi e non s'immagini che possa darsi în
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
continuă lotta tra le forze dissocianti e la forza associante, le prime delle quali sono nient'altro che la forma immediata e spontanea del rigoglio vitale". 9 Per Croce l'opposizione è possibile solo nella distinzione, solo i dualiști pongono come un prius l'opposizione mentre essa è, realmente, un posterius rispetto alla distinzione. 10 E' questa l'accusa che Croce rivolge alla filosofia attualistica di Giovanni Gentile. 11 Quasi a chiusura del saggio, Croce definirà gli Stați come "forme necessarie
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
dualiști pongono come un prius l'opposizione mentre essa è, realmente, un posterius rispetto alla distinzione. 10 E' questa l'accusa che Croce rivolge alla filosofia attualistica di Giovanni Gentile. 11 Quasi a chiusura del saggio, Croce definirà gli Stați come "forme necessarie nelle quali și muove la vită storica", essi "somigliano alle cosiddette forze della natură (realmente le forze della natură sono come gli Stați) che l'individuo etico dirige e attualizza mă non crea, e nel dirigerle spende tesori
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
rivolge alla filosofia attualistica di Giovanni Gentile. 11 Quasi a chiusura del saggio, Croce definirà gli Stați come "forme necessarie nelle quali și muove la vită storica", essi "somigliano alle cosiddette forze della natură (realmente le forze della natură sono come gli Stați) che l'individuo etico dirige e attualizza mă non crea, e nel dirigerle spende tesori d'intelletto e di volontà e în ciò și mostră, pur nel servirle a esse superiore"; B. Croce, L'antieroicità degli Stați, în
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
abbiano un contenuto per sé stabile, diverso dalle azioni che alla loro luce, o alla loro ombra vengono compiute"; ivi, p. 175. 18 Discutendo dei limiti che lo Stato-potenza trova innanzi a sé, Croce scrive: "questi limiti, che lo Stato come potenza deve sentire e mantenere, non sono qualcosa che gli provenga dall'esterno o che la moralità gli appiccichi sul dosso come un cartellone;mă sono limiti e freni che esso trova în se stessoe trae dalla sua propria natură
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
18 Discutendo dei limiti che lo Stato-potenza trova innanzi a sé, Croce scrive: "questi limiti, che lo Stato come potenza deve sentire e mantenere, non sono qualcosa che gli provenga dall'esterno o che la moralità gli appiccichi sul dosso come un cartellone;mă sono limiti e freni che esso trova în se stessoe trae dalla sua propria natură, dal suo interesse, dal suo utile, e, per così dire, dal suo istinto di conservazione. La mancanza di freno e l'oltrepassamento
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
Critică, XIV, 1916, p. 242, ripubblicato în Id., L'Italia dal 1914 al 1918. Pagine sulla guerra, Laterza, Bari 1965, (prima ed. Ricciardi, Napoli 1919), pp. 108-109. 19 Croce considerava la propria concezione del rapporto tra politică-(Stato) e morale come "una profonda correzione alla dottrina dello Hegel, îl quale concepiva ancoră lo Stato, e la lotta per lo Stato, come"superiore" alla morale, laddove la teoria da me difesa lo concepisce, se mai, come "inferiore" (sebbene fornito di una sua
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
prima ed. Ricciardi, Napoli 1919), pp. 108-109. 19 Croce considerava la propria concezione del rapporto tra politică-(Stato) e morale come "una profonda correzione alla dottrina dello Hegel, îl quale concepiva ancoră lo Stato, e la lotta per lo Stato, come"superiore" alla morale, laddove la teoria da me difesa lo concepisce, se mai, come "inferiore" (sebbene fornito di una sua propria natură che alla morale è dato adoperare, mă mai convellere)", Ibidem, p. 107. 20 Îl volume fu edito nel
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
rapporto tra politică-(Stato) e morale come "una profonda correzione alla dottrina dello Hegel, îl quale concepiva ancoră lo Stato, e la lotta per lo Stato, come"superiore" alla morale, laddove la teoria da me difesa lo concepisce, se mai, come "inferiore" (sebbene fornito di una sua propria natură che alla morale è dato adoperare, mă mai convellere)", Ibidem, p. 107. 20 Îl volume fu edito nel 1919 presso l'editore Ricciardi di Napoli e raccoglieva scritti e articoli apparsi prevalentemente
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
marxistica, pubblicato presso l'editore Laterza di Bari, Croce scrive, ribadendo îl pensiero dell'anno precedente: "îl concetto di potenza e di lotta, che îl Marx aveva dagli Stați trasportato alle classi sociali, sembra oră tornato dalle classi agli Stați, come mostrano nel modo più chiaro teoria e pratica, idea e fatto, quel che și medita e quel che și vede e tocca", p. xiv. 24 B. Croce, Contro îl secolo decimottavo, în Id., L'Italia dal 1914 al 1918, op.
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
Laterza, Bari 1914 ed infine riedito în L'Italia dal 1914 al 1918, op. cît., pp. 31-9. 26 Una testimonianza di questo atteggiamento sono due scritti che Croce pubblica nel 1911 e nel 1912: Fede e programmi e Îl partito come giudizio e pregiudizio. Nel primo saggio, Croce analizza la crisi del sentimento di unità sociale e, conseguentemente, anche di quello di disciplină sociale. Questo legame, che consiste nel vincolo di ciascun individuo con îl tutto a cui și sottomette e
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
politico è sempre un atto creativo e, pertanto, l'uomo politico dovrebbe aderire ad un partito esistente (e con questo lo trasforma) o crearne uno nuovo al termine della formulazione di un programma e non porre, quell'adesione o creazione, come momento iniziale della propria determinazione. Fede e programmi fu pubblicato șu La Critică, IX, 1911 pp. 390-396 e Îl partito come giudizio e pregiudizio în L'Unità, a. 1, 6 aprile 1912. Entrambi furono ripubblicati în Cultura e vită morale
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
-
trasforma) o crearne uno nuovo al termine della formulazione di un programma e non porre, quell'adesione o creazione, come momento iniziale della propria determinazione. Fede e programmi fu pubblicato șu La Critică, IX, 1911 pp. 390-396 e Îl partito come giudizio e pregiudizio în L'Unità, a. 1, 6 aprile 1912. Entrambi furono ripubblicati în Cultura e vită morale, Laterza, Bari 1955 (1° ed. 1914), rispettivamente alle pp. 160-70 e191-8. 27 B. Croce, Lo Stato come potenza, op. cît., p.
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]