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390-396 e Îl partito come giudizio e pregiudizio în L'Unità, a. 1, 6 aprile 1912. Entrambi furono ripubblicati în Cultura e vită morale, Laterza, Bari 1955 (1° ed. 1914), rispettivamente alle pp. 160-70 e191-8. 27 B. Croce, Lo Stato come potenza, op. cît., p. 86. 28 B. Croce, Elemenți di politică, în Id., Etică e politică, op. cît., p. 177. 29 Ibidem, p. 178. 30 Idem, Îl risveglio filosofico e la cultura italiană, în La Critică, v. VI, 1908, pp.
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
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l'opinione che la divisione fra Croce e Gentile sia nata dall'opposto atteggiamento assunto rispettivamente dall'uno e dall'altro di fronte al fascismo. E' da osservare che tutto îl loro sodalizio intellettuale è punteggiato da contrasti; a cominciare, come și è detto, dall'interpretazione del marxismo, per sfociare nell'articolo di Croce Intorno all'idealismo attuale, pubblicato sulla La Voce nel novembre 1913 e nel gennaio 1914, che fă scoppiare un contrasto șino allora latențe tra i due modi
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solo per citare due nomi illustri, a Gramsci e Gobetti. Durante îl fascismo, se Croce apparve sempre più come l'ispiratore dei primi gruppi di giovani antifasciști, îl prestigio di Gentile non venne mai meno anche în molti di coloro, come Calogero e Capitini, che furono tra i fondatori del movimento liberal socialistă. Solo la seconda guerra mondiale mise fine a quella che è stată chiamata, a ragione, una irripetibile egemonia intellettuale. Sia Angelo Romanò în, La cultura del 1900 attraverso
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anno în cui la divergenza fra Croce e Gentile, manifestatasi soltanto nei loro discorsi privați o nelle loro lettere, irruppe all'esterno e divenne clamorosamente pubblica: pubblica, mă senza determinare quella rottura che avverrà soltanto undici anni dopo. Per raccontare come i due giunsero a quella prima svolta dei loro rapporti muoviamo dal settembre del 1908 quando l'iperhegeliano professor Maturi scriveva, quasi scandalizzato, a Gentile: "Mă, caro Giovanni, cosa pensi tu di tutta questa filosofia del nostro amico? Mă è
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a me. Tânte volte ho preso la penna per una discussione pubblica amichevole e l'ho deposta con la coscienza che avrei reso appunto un cattivo servigio alla verità"6. Questa è una lettera che non va dimenticata per intendere come îl dissenso fra i due filosofi convivesse, per ragioni di opportunità culturale, non di opportunismo, con îl loro sodalizio, fino a quando, rotti gli argini di tale opportunità, proprio per ragioni di coerenza culturale, si manifestò clamorosamente. Sempre più frequenti
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profondamente, di una filosofia che sia giudizio, non è sentita del pari da altri temperamenti, che cercano sempre nella filosofia la pace dell'anima e și acquietano nella immobile contemplazione del sempre Uno"11. Passarono soltanto pochi meși e Croce, come abbiamo visto, ruppe gli indugi e prese l'iniziativa di quello che oggi possiamo definire uno show-down filosofico. Îl fatto è che, da tempo, avvertiva che Gentile polarizzava l'interesse dei giovani, come rivela un'altra lettera al Vossler di
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
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11. Passarono soltanto pochi meși e Croce, come abbiamo visto, ruppe gli indugi e prese l'iniziativa di quello che oggi possiamo definire uno show-down filosofico. Îl fatto è che, da tempo, avvertiva che Gentile polarizzava l'interesse dei giovani, come rivela un'altra lettera al Vossler di ben tre anni prima: "În Italia ci sono già parecchi giovanotti che vorrebbero ficcarmi a forza în una bellissima e decorosissima tomba. Mă, per quanto bellis-sima e decorosissima, è una tomba, e io
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si trasformi în clamorosa rottura politică aprendo una vicenda che și concluderà în un dramma. Croce aveva allora quarantasette anni, Gentile trentotto. "Miei câri amici della Bibliotecă filosofica di Palermo, e tu che șei primo fra tutti così nel valore come nell'amicizia - questo è l'inizio quasi solenne dell'articolo - îl vostro idealismo attuale non mi persuade. E debbo dirvelo în pubblico, perché proverei vergogna a continuare a dirlo solo tra me e me, o în conversazioni private, come faccio
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valore come nell'amicizia - questo è l'inizio quasi solenne dell'articolo - îl vostro idealismo attuale non mi persuade. E debbo dirvelo în pubblico, perché proverei vergogna a continuare a dirlo solo tra me e me, o în conversazioni private, come faccio da qualche tempo în qua. Perché non mi persuade? O, meglio, în che cosa non mi persuade? E'chiaro che per gran parte mi persuade assai bene, giacché mi ritrovo me stesso, ossia îl risultato del mio decennio o
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significato che voi attribuite all'attualismo non è questo: non è rivolto contro la distinzione resa astratta, mă contro ogni distinzione, perché per voi astratta è la distinzione stessa. Pensare è unificare distinguendo o distinguere unificando, îl che voi considerate come un trascendere l'attualità. Perdonate: mă codesta è la schietta posizione mistica, e și esprime, o piuttosto non și esprime nell'Ineffabile. Îl vostro atto puro, che voi chiamate Pensiero, si potrebbe del pari chiamarlo Vită, Sentimento, Volontà, o în
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attualità riceve un singolarissimo carattere: și atteggia a misticismo idealistico e storico. Mă tutto stă a vedere se questo atteggiamento è consentaneo al principio della dottrina"17. E qui Croce passa ad analizzare la dottrina di Gentile: la natură concepita come pensiero astratto, cioè come pensato, non come atto, mă come fatto, non come presente, mă come passato; l'errore identificato anch'esso con îl fatto, con îl passato. La conseguenza della filosofia attualistica gentiliana sarebbe, per Croce, "l'immersione în
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a misticismo idealistico e storico. Mă tutto stă a vedere se questo atteggiamento è consentaneo al principio della dottrina"17. E qui Croce passa ad analizzare la dottrina di Gentile: la natură concepita come pensiero astratto, cioè come pensato, non come atto, mă come fatto, non come presente, mă come passato; l'errore identificato anch'esso con îl fatto, con îl passato. La conseguenza della filosofia attualistica gentiliana sarebbe, per Croce, "l'immersione în un immobile presente, privo di opposizioni, se
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e storico. Mă tutto stă a vedere se questo atteggiamento è consentaneo al principio della dottrina"17. E qui Croce passa ad analizzare la dottrina di Gentile: la natură concepita come pensiero astratto, cioè come pensato, non come atto, mă come fatto, non come presente, mă come passato; l'errore identificato anch'esso con îl fatto, con îl passato. La conseguenza della filosofia attualistica gentiliana sarebbe, per Croce, "l'immersione în un immobile presente, privo di opposizioni, se ogni opposizione și
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tutto stă a vedere se questo atteggiamento è consentaneo al principio della dottrina"17. E qui Croce passa ad analizzare la dottrina di Gentile: la natură concepita come pensiero astratto, cioè come pensato, non come atto, mă come fatto, non come presente, mă come passato; l'errore identificato anch'esso con îl fatto, con îl passato. La conseguenza della filosofia attualistica gentiliana sarebbe, per Croce, "l'immersione în un immobile presente, privo di opposizioni, se ogni opposizione și fondă, come certamente
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vedere se questo atteggiamento è consentaneo al principio della dottrina"17. E qui Croce passa ad analizzare la dottrina di Gentile: la natură concepita come pensiero astratto, cioè come pensato, non come atto, mă come fatto, non come presente, mă come passato; l'errore identificato anch'esso con îl fatto, con îl passato. La conseguenza della filosofia attualistica gentiliana sarebbe, per Croce, "l'immersione în un immobile presente, privo di opposizioni, se ogni opposizione și fondă, come certamente și fondă, șu
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sarebbe, per Croce, "l'immersione în un immobile presente, privo di opposizioni, se ogni opposizione și fondă, come certamente și fondă, șu una distinzione"18. Quindi l'accusa rivolta al filosofo siciliano di misticismo, ben lontano anche dall'idealismo se, come Croce scrive, îl riferimento filosofico di Gentile non è né Kant né Hegel bensì Spaventa 19. Al contrario Croce și sente attratto non dall'unità mă dalla particolarità: "Quanto a me, confesso che ciò che sempre mi ha interessato è
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un qualcosa che va da sé, che non offre altre difficoltà se non quelle che provengono dalla particolarità mal compresa e mal connessa nelle sue forme"20. Non solo, a părere di Croce, l'idealismo attualistico di Gentile și pone come una filosofia che vuole "liquidare la filosofia"21, tacitare, per sempre tutte le dispute filosofiche, îl che per Croce è una colpa ancor più grave di quella già mossa a Gentile di misticismo 22. La propria dottrina, invece non vede
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questioni e problemi. Croce procede senza sosta nel corpo a corpo con îl suo interlocutore: "Ciò che soprattutto m'impensierisce nel vostro idealismo attuale è la depressione che esso produce nella coscienza dei contrasti della realtà, l'acquiescenza al fatto come fatto o all'atto come atto, implicită nella teoria che proponete dell'errore e del male, da voi attenuati șino alla completă vanificazione, e privați di ogni realtà. Io temo che voi, miei câri amici, torniate all'indifferentismo teoretico ed
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
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senza sosta nel corpo a corpo con îl suo interlocutore: "Ciò che soprattutto m'impensierisce nel vostro idealismo attuale è la depressione che esso produce nella coscienza dei contrasti della realtà, l'acquiescenza al fatto come fatto o all'atto come atto, implicită nella teoria che proponete dell'errore e del male, da voi attenuati șino alla completă vanificazione, e privați di ogni realtà. Io temo che voi, miei câri amici, torniate all'indifferentismo teoretico ed etico. Non vi tornerete già
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atto, implicită nella teoria che proponete dell'errore e del male, da voi attenuati șino alla completă vanificazione, e privați di ogni realtà. Io temo che voi, miei câri amici, torniate all'indifferentismo teoretico ed etico. Non vi tornerete già come uomini, perché, quanto è vivo îl vostro senso storico, altrettanto è elevato îl vostro sentimento etico e îl vostro amore per la verità. Mă vi tornerete come teorici e questa teoria avrà o stă già avendo, tutti quegli effetti che
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miei câri amici, torniate all'indifferentismo teoretico ed etico. Non vi tornerete già come uomini, perché, quanto è vivo îl vostro senso storico, altrettanto è elevato îl vostro sentimento etico e îl vostro amore per la verità. Mă vi tornerete come teorici e questa teoria avrà o stă già avendo, tutti quegli effetti che sono proprii delle teorie. Tutt'altra è la disposizione del mio animo în questo problemă. Io mi sento ben più di voi pigro e peccatore; e perciò
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
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delle teorie. Tutt'altra è la disposizione del mio animo în questo problemă. Io mi sento ben più di voi pigro e peccatore; e perciò îl pensiero non șo altrimenti concepire se non come critică, e la morale se non come redenzione. Critică e redenzione che sono lotta non già contro îl passato, contro l'ieri, mă contro ciò che è în me, e dev'essere în me, e che pur dev'essere vinto da me, e che minaccia di soverchiarmi
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]
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forme spirituali, la lotta contro di essi sarebbe ridicolă, per mancanza d'avversario. A me, insomma - è la conclusione dell'articolo di Croce che è senza dubbio uno dei suoi scritti più intenși e letterariamente belli - la vită pare non come una commedia degli equivoci, di gente che și crede malvagia ed è buona, di lacrime versate per isbaglio e che și possono asciugare presto con un sorriso e una carezza come și ușa verso i ragazzi che și disperano credendosi
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più intenși e letterariamente belli - la vită pare non come una commedia degli equivoci, di gente che și crede malvagia ed è buona, di lacrime versate per isbaglio e che și possono asciugare presto con un sorriso e una carezza come și ușa verso i ragazzi che și disperano credendosi grandemente colpevole e non sono; mă come una tragedia nella quale, attraverso l'onta e îl dolore, și crea faticosamente îl bene e îl vero, e, attraverso la distruzione della felicità
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che și crede malvagia ed è buona, di lacrime versate per isbaglio e che și possono asciugare presto con un sorriso e una carezza come și ușa verso i ragazzi che și disperano credendosi grandemente colpevole e non sono; mă come una tragedia nella quale, attraverso l'onta e îl dolore, și crea faticosamente îl bene e îl vero, e, attraverso la distruzione della felicità individuale, și crea una serenità dolorosa, che sarà anche felicità, mă che quasi și sdegna di
Polis () [Corola-journal/Science/84978_a_85763]