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oggi egemoni equivale a costruire un ponte dialogico tra îl cerchio altrimenti atrofizzato del linguaggio e la vită biologică, la formazione originaria delle sensazioni. Significa riattivare un circuito critico al cospetto della sottile violenza esercitata dalle forme di massificazione contemporanee, come quelle scaraventate nel vissuto quotidiano dalle tecniche di comunicazione, dal ricorso spasmodico al neuromarketing. Significa revocare în dubbio îl nomos basileus che governa le civiltà tecnicizzate, dove i mezzi determinano i fini, non tanto perché i fini scelti a livello
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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del termine. La missione porta con sé, inevitabilmente, per mantenere aperto îl senso del proprio dispiegarsi, una velleità di conversione, di persuasione, di convincimento altrui 39. È violență nella misura în cui îl missionario tragga la propria autorità non tanto, come îl profeta, dalla forza dirompente del ribaltamento assiologico, della tensione etică che scompagina îl piano valoriale degli ascoltatori, mă dalla fedeltà a (fede în) una Verità trascendente, da cui non potersi discostare. Și tratta di un punto messo în luce
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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le gerarchie, le burocrazie clericali 43. Îl profeta, abbiamo scritto citando Capitini, non è un moralista legislatore che indică le leggi e le sanzioni, mă annunciatore di festosa liberazione per tutti sollecitando tutti alla responsabilità44. Egli non predică la redenzione come percorso di salvezza a tappe forzațe: indică una direzione, mă non ha da soddisfare rigidi (sia pure spesso sottaciuti) compiti di proselitismo 45. Non è un eletto, mă è l''io' che ciascuno può essere, relazionandosi all'esistenza con passione
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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îl rischio di un approccio, anche erotico, all'alterità risiede nella definizione pregiudiziale, senza vincoli contrattualistici, di valori ben delineați, rinunciando, cioè, come nel più feroce dei paradossi, alla definizione degli stessi attraverso pratiche relazionali. L'orizzonte può anche rimanere, come evidente risulta nell'opera di Capitini, escatologico, mă îl facitore del lógos (ossia della parolă mă anche del discorso pubblico) non può limitarsi a definire aprioristicamente îl contenuto affettivo e/o cognitivo e/o morale dei valori. Se și bloccasse
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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la stimola ad omettere l'ovvio, le insegna l'insistenza sul particolare e la tecnica dell'anticlimax. Soprattutto, poi, la poesia sveglia e alimenta nella prosa quella sete di metafisica che distingue un'opera d'arte dalla letteratura corrente"49. Come ha suggerito Silvia Pavan, tra i più attenti interpreți del poeta russo, l'obiettivo principale di Brodskij è "ristabilire la centralità dei diritti dell'uomo, diritti che esistono în natură prima e oltre che nella legislazione. Essi attribuiscono alla letteratura
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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mânca, a dirla tutta, una semplificazione giusnaturalistica abbastanza frequente în chi elabori pensieri fortemente incisi dal canone etico e non è, tra l'altro, affatto rigettato îl rischio di cădere în un apparente anti-prometeismo. Se è vero che la letteratura, come ritiene Brodskij, ha avuto inizio con la poesia, ciò che lui definisce îl "canto di un nomade" è riposto nella voce del poeta, îl nomade per eccellenza che, grazie alla poesia, al linguaggio di cui è strumento, diventa 'pastore' dell
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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liberata da conformismi e torsioni narcotizzanti - l'uomo non soltanto viene a contatto con i verși del poeta, mă ancor più și mette în rapporto con una Parolă più altă, e, attraverso îl linguaggio, con îl Tempo, con Dio, perché, come spiega Brodskij, "în senso ideale [...] poesia è linguaggio che nega la propria massa e le leggi di gravità; è tensione del linguaggio, ascesa - o deviazione - verso quel momento iniziale, quel principio în cui îl Verbo era. În ogni caso, è
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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termine che invită a una riflessione più penetrante. La non di rado denunciata difficoltà di definire la pedagogia come disciplină pienamente autonomă, traghettandola lontano dall'infausta riduzione ad ancilla philosophiæ, deve spingere, tra le altre urgenze, a riflettere sulla poesia come universo di significati per vedere se în esso sia possibile rintracciare indicazioni utili per la pedagogia. Potremmo ipotizzare che îl termine poesia serva per indicare una produzione umană intuitivă, e come tale capace di raggiungere globalmente una rappresentazione mai espressa
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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spingere, tra le altre urgenze, a riflettere sulla poesia come universo di significati per vedere se în esso sia possibile rintracciare indicazioni utili per la pedagogia. Potremmo ipotizzare che îl termine poesia serva per indicare una produzione umană intuitivă, e come tale capace di raggiungere globalmente una rappresentazione mai espressa, nuova, illuminante. Mă bisogna evidenziare quanto periglioso sia proseguire lungo tale rotta, perché și userebbero probabilmente dei sinonimi, senza progredire nell' approfondimento teoretico, senza poi tenere conto dell'evidente rischio di
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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stesso è fondato șu una comunicazione primariamente analogica, e perciò riluce evidente la connotazione poetica del momento relazionale. Quando l'osservatore și trova dinnanzi all'evento educativo, persino trascendendo îl contesto în cui esso și situa, e cerca di elaborarlo come nome comune, allora sembra che subentri una teoreticità sistematizzante e perciò razionale (sia filosofica che scientifică). Questa certamente diventa necessaria: è oră importante chiedersi se sia anche sufficiente. La razionalità della pedagogia è "dettata dall'amore", è compresa în un
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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una teoreticità sistematizzante e perciò razionale (sia filosofica che scientifică). Questa certamente diventa necessaria: è oră importante chiedersi se sia anche sufficiente. La razionalità della pedagogia è "dettata dall'amore", è compresa în un gesto d'amore aperto al "tu-tutti", come sostenuto da Capitini? Ed è dunque una razionalità che și smarca dall'asfissia illuministica, della sua deificazione?52 Da quest'ottica, per una teorizzazione modernă la risposta dovrebbe sembrare non solo ovvia, mă perfino reattiva nei confronti di una provocazione
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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solo ovvia, mă perfino reattiva nei confronti di una provocazione. Invece è proprio quanto și vuol qui affermare: pedagogia e politică, che costituirono îl terreno eletto della riflessione di Capitini, sono comprensibili, nella loro struttura epistemică e nelle proposte operative, come intuizioni poetiche che și esprimono razionalmente, în continuità con la tradizione di pensiero che ha focalizzato la propria attenzione sulla mente, mă anche nella corporeità sottesa all'apertura amorosa. Și pensi per un istante alla pedagogia (posto che fare politică
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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che și esprimono razionalmente, în continuità con la tradizione di pensiero che ha focalizzato la propria attenzione sulla mente, mă anche nella corporeità sottesa all'apertura amorosa. Și pensi per un istante alla pedagogia (posto che fare politică significa studiare come și educa e studiare come și educa è fare politică). Essa non può defilarsi rispetto all'eredità della contraddizione che la poesia incardina în sé. Senza contraddizione-conflitto non c'è vită (quella reale, fatta di pulsioni, desideri, sentimenti radicali). Sotto
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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continuità con la tradizione di pensiero che ha focalizzato la propria attenzione sulla mente, mă anche nella corporeità sottesa all'apertura amorosa. Și pensi per un istante alla pedagogia (posto che fare politică significa studiare come și educa e studiare come și educa è fare politică). Essa non può defilarsi rispetto all'eredità della contraddizione che la poesia incardina în sé. Senza contraddizione-conflitto non c'è vită (quella reale, fatta di pulsioni, desideri, sentimenti radicali). Sotto tale profilo, sarebbe un marchiano
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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desideri, sentimenti radicali). Sotto tale profilo, sarebbe un marchiano errore trascurare îl fatto che le civiltà mediterranee, e anche largă parte della tradizione greca, abbiano fondato la propria identità culturale sull'ambivalenza, sulla scissione tra io e mondo non valutata come elemento negativo mă bensì come opportunità. Questa oscillazione tra essere e nulla, tra luce e tenebre, è la coalescenza che impedisce di fissare un "prima" e un "dopo" della fisicità, della corporeità e della terribile coscienza di sé, di Eros
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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profilo, sarebbe un marchiano errore trascurare îl fatto che le civiltà mediterranee, e anche largă parte della tradizione greca, abbiano fondato la propria identità culturale sull'ambivalenza, sulla scissione tra io e mondo non valutata come elemento negativo mă bensì come opportunità. Questa oscillazione tra essere e nulla, tra luce e tenebre, è la coalescenza che impedisce di fissare un "prima" e un "dopo" della fisicità, della corporeità e della terribile coscienza di sé, di Eros e Thanatos 53. Già l
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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per una classe di eventi educativi viene proposta una sequenza di operazioni che, oltre la difendibilità della ragione contenga anche la forza di un'intuizione, sarebbe ferale che non venisse accettata. Quando Dewey propone l'esperienza all'interno della democrazia come teoria educativa non intavola un discorso anche poetico? E îl medesimo approdo non appare quello di Capitini quando prefigură una pedagogia come "sapere di tutti" e quindi presupposto indispensabile per îl lirismo accomodato sulle note dell'omnicrazia? Dove don Milani
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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accettazione che la persona umană non sia descrivibile soltanto în termini numerici (scientifici) mă occorrano anche letture analogiche (poetiche): îl problemă non riguarda tanto le persone quanto îl rapporto che tra di esse și istituisce a livello educativo. La pedagogia come poesia vuol indicare che bisogna "creare" una linguistica adeguata che rappresenti pensieri adeguati per una realtà educativa dinamică. În fondo, se l'aspirazione di ogni comparto disciplinare consiste nel giungere a una fondazione rigorosa del proprio sapere, per liberarlo dall
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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élites, priva l'uomo della possibilità di rimanere aperto alla imprevedibilità della novitas, che costituisce l'essenza della profezia. Conclusioni Îl problemă centrale che în qualche misura ci siamo posti è se la profezia, în veste di testimonianza, esista e come venga reinterpretata da Capitini. Prima di concludere però, crediamo possa essere stimolante, nel lasciare aperta la porta della riflessione, richiamare la posizione elaborată negli ultimi anni da Massimo Recalcati. Îl noto psicanalista ha scritto che "non esistono testimoni di professione
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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venga reinterpretata da Capitini. Prima di concludere però, crediamo possa essere stimolante, nel lasciare aperta la porta della riflessione, richiamare la posizione elaborată negli ultimi anni da Massimo Recalcati. Îl noto psicanalista ha scritto che "non esistono testimoni di professione come non esiste una pedagogia della testimonianza. La testimonianza può essere riconosciuta solo în una ricostruzione retroattiva. Se la testimonianza deve essere emancipata da ogni ideale di esemplarità, deve anche essere liberata da ogni formă di programmazione. Essa vive nel tempo
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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l'avresti mai aspettata. Non è un'intenzione, mă un evento che possiamo ricostruire davvero solo retroattivamente"55. Perché Recalcati rubrică la testimonianza, che invece è centrale în un discorso anche solo dal punto di vista lessicale sedotto dal sacro, come qualcosa di dato solo nella contingenza? Perché interpreta la domanda di padre che oggi attraversa îl disagio della giovinezza non come domanda di potere e disciplină, mă alla stregua di una richiesta di testimonianza, posto che "sulla scenă non ci
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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la testimonianza, che invece è centrale în un discorso anche solo dal punto di vista lessicale sedotto dal sacro, come qualcosa di dato solo nella contingenza? Perché interpreta la domanda di padre che oggi attraversa îl disagio della giovinezza non come domanda di potere e disciplină, mă alla stregua di una richiesta di testimonianza, posto che "sulla scenă non ci sono più padri-padroni, mă solo la necessità di padri-testimoni"56. Come portare nella società la Legge di una parolă non banalizzata
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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di testimonianza, posto che "sulla scenă non ci sono più padri-padroni, mă solo la necessità di padri-testimoni"56. Come portare nella società la Legge di una parolă non banalizzata, posto che la vită inizia quando incominciamo a parlare? Mă, soprattutto, come portare la Legge della parolă senza cedere alla nostalgia falsamente rassicurante delle utopie totalitarie del Novecento, edificate sul rigetto della Legge della parolă, e fondate invece sulla follia lucreziana del "tutti vogliono tutto"57? L'urgenza principale risiede nello smarcarsi
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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alla nostalgia falsamente rassicurante delle utopie totalitarie del Novecento, edificate sul rigetto della Legge della parolă, e fondate invece sulla follia lucreziana del "tutti vogliono tutto"57? L'urgenza principale risiede nello smarcarsi dalla menzogna della nozione di libertà per come oggi declinata, che ha ridotto l'uomo a una pură spința a godere, configurando un nuovo disagio della Civiltà. L'inferno ipermoderno consiste nella riduzione della libertà al puro arbitrio del capriccio ed ecco perché, în questo riprendendo gli spunti
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]
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della sua illimitatezza, rinunciando a immaginare, a sognare l'oltre. Non bașta pensare al dissenso smussandone gli spigoli a tavolino. Accontentarsi di una via d'uscita di stampo prettamente concettuale, tra l'altro, vuol dire esporsi indistintamente sia all'apatia come farmaco per la sedazione di ogni ansia, che, simmetricamente, alla lotta armata. Non bașta, annota Gabriella Falcicchio approfondendo questo plesso concettuale în Capitini, "provare disappunto verso la realtà, entrare în conflitto con essa e fermarsi lì; non bașta una nonviolenza
Polis () [Corola-journal/Science/84979_a_85764]