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che io non ho voluto rilevare îl fatto, Eugenio Montale, op. cît., pp. XVIII-XIV. 141 În questi ultimi tempi s'è creată volutamente una gran confusione nel campo della poesia; ed io da iniziatore de 'modi nuovi' rischio di passare come epigono d'un'atmosfera che circolava nel desiderio di molti. Quello che è strano, poi, che tutti quelli che copiavano pagine intere dei miei libri passano come imitatori di Ungaretti (...). Non ho avuto nessuno che mi abbia sostenuto criticamente. Tu
Leopardi în secolul XX : cazul Quasimodo by Aurora Firţa [Corola-publishinghouse/Science/1445_a_2687]
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campo della poesia; ed io da iniziatore de 'modi nuovi' rischio di passare come epigono d'un'atmosfera che circolava nel desiderio di molti. Quello che è strano, poi, che tutti quelli che copiavano pagine intere dei miei libri passano come imitatori di Ungaretti (...). Non ho avuto nessuno che mi abbia sostenuto criticamente. Tu che lo potevi fare șei stato preso dal lavoro, mă, grazie al cielo, anche dalla famiglia. Hai fatto però quello che hai potuto, apud Giuseppe Miligi, "Îl
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20Leopardi.pdf. 150 Gilberto Lonardi, op. cît., p. 59. 151 Idem, p. 58. 152 Idem, pp. 19-20. 153 Ho avuto, purtroppo, un ritaglio del 'Leonardo' (giugno) con una notă di mio cognato. Bisogna che lo perdoni molto mi ha trattato come un montaliano; credo di non meritare tale "casella". Mă come posso diffendermi? în Pugliatti-Quasimodo, op. cît., p. 32. 154 Dinanzi a questo giovane poeta che în novanta pagine di verși pur ci dà otto o sette anni di lavoro sorge
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Leopardi, Zibaldone, 2469, Newton & Compton, Romă, 2001. 169 È qui che possiamo senz'altro accennare al contatto di Leopardi con la esperienza più viva della nuova poesia: îl sistema dell'immaginazione è un sistema fondato sull'analogia, înțesa l'analogia come regola che determina questa liberă, mă non anarchica, ricchezza evocativa în Luciano Anceschi, op. cît., p. 120. Cfr. și Mario Petrucciani, op. cît., pp. 118-119. 170 Mario Petrucciani, op. cît., p. 119; Alfonso Gatto în articolul intitulat "Leopardi", Circoli, 3
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scalcagnata, la più miserella, piccola di formato, stampata șu carta poco più che straccia, fu quella che vide la luce intorno al 1917 a Messina, intitolata pomposamente îl Nuovo giornale letterario, e della quale fu animatore, con altri giovani messinesi, come Francesco Carrozza, per l'appunto Salvatore Quasimodo în Rosalma Salina Borello, Patrizio Barbaro, op. cît., p. 32. 201 Poezia Aurora a apărut în Humanitas (Bari, 13 mai 1917), Cânți marini în L'amore illustrato (2 august 1917), proza lirica Sconfinamenti
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la primul volum Ape și pământuri din 1930. În intervalul de peste zece ani ce separă prima ediție de cea de a doua, Quasimodo renunțase la nu mai puțin de douăzeci și două de poezii, aproape toate cu tematică religioasă. 223 Come și spiegherebbero, nella formazione tormentata di Quasimodo, cerți "ritardi" nel riprodurre, con un gusto sempre troppo pronto, gli effetti più disparați, da Pascoli, per esempio, e dai poeți futuriști, da Gozzano e da Ungaretti e da Montale e da altri
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abbozzato tra Ungaretti e Quasimodo, (...), non ci parrebbe di sbagliare considerando nell'estrema raffinatezza di Ungaretti uno squisito, mă progressivo e fatale disseccamento dell'ispirazione; nella frescă, vigile e misurata forza di Quasimodo gli attributi migliori dell'arte nuova. (...) Egli, come ben dice Natoli, nulla ha attinto dai crepuscolari, futuriști, vociani, avanguardisti (non diciamo poi da Pascoli e da D'Annunzio!). E l'affermare questo non è forse îl miglior riconoscimento d'una vera e propria personalità? Idem, p. 104. 226
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respiro e ritrovare attraverso semplici inflessioni di voce quella pàtina di distacco, quel sereno acume dell'intelligenza che furono vanto della poesia dei classici (...) Non troviamo qui, (în Confessione) e neppure, tranne qualche eco lontana, nelle liriche che abbiamo ricordato come significative del Quasimodo, reminiscenze sensibili. Îl poeta è già libero e sicuro. Tanto libero da poterci dare nella trepida lirica Vento a Tìndari che ha l'andatura leggera e alata di un inno, ed è perciò lontana dalle sapienți annotazioni
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cît., p. 111. 269 Gli ardiri rispetto a cerți modi epiteti frasi metafore, tanto commendati în poesia e anche nel resto della letteratura e tanto usati da Orazio non sono bene spesso altro che un bell'uso di quel vago (...) Come în Orazio dove chiama mano di bronzo quella della necessità (Ode sulla fortuna) ch'è un'idea chiara, mă espressa vagamente (errantemente) così tirando l'epiteto come a caso a quello di cui gli avvien di parlare senza badare se
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caso a quello di cui gli avvien di parlare senza badare se gli convenga bene cioè se le due idee che gli și affacciano l'una sostantiva e l'altra di qualità ossia aggettiva și possano così subito mettere insieme, come chi chiama duro îl vento perchè difficilmente și rompe la sua piena quando se gli va incontro ec., (Zibaldone, 61). 270 Perchè obbliga l'anima ad una continuă azione, per supplire a ciò che îl poeta non dice, per terminare
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270 Perchè obbliga l'anima ad una continuă azione, per supplire a ciò che îl poeta non dice, per terminare ciò ch'egli solamente comincia, colorire ciò ch'egli accenna, scoprire quelle lontane relazioni, che îl poeta appena indică. (...) Ecco come la soppressione stessa di parole, di frasi, di concetti, riesca bellezza, perchè obbliga l'anima piacevolmente all'azione, e non la lascia în ozio (Zibaldone, 2055-2056). 271 Una stanchezza s'abbandona / în me, (Nell'antica luce delle maree); Batteva l
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Inutile giorno, / mi togli da spazi sospesi, / (deșerți spenti, abbandoni) / da quiete selve / avvinte da canapi d'oro / cui non muta senso / lo stormire dei venti / che d'impeto crolla, / né volgere di stelle (D'alberi sofferte forme). 295 E come îl vento / odo stormir tra queste piante, io quello / infinito silenzio a questa voce / vo comparando: e mi sovvien l'eterno, / e le morte stagioni, e la presente / e viva, e îl suon di lei (L'Infinito). 296 În termenii
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e lor quiete antică / co' silenzi del loco și confonda. (La vită solitaria). 330 Mario Ricciardi, Giacomo Leopardi, La logică dei Cânți, Franco Angeli, Milano, 1988, p. 17, în original în limba italiană: egli și sente natură e sente natură come immobilità assoluta. 331 Îl mio / quieto stormire (Piazza Fontana); I fanciulli gridando / șu la piazzuola în frotta, / e qua e là saltando, fanno un lieto romore (Îl sabato del villaggio); Non a me più îl vento fra i capelli / caro
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luce / e scordi a nuova onda / quella cui diede suono / già îl muover dell'aria. / Se mi dești t'ascolto / e ogni pausa e cielo în cui mi perdo, / serenità d'alberi e chiaro della notte (Frescă marină). 333 E come îl vento / odo stormir tra queste piante, io quello / infinito silenzio a questa voce / vo comparando: e mi sovvien l'eterno, / e le morte stagioni, e la presente / e viva, e îl suon di lei. / Così tra questa / immensità s
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mai redusă a elementului foc, cfr. Oreste Macrì, 1986, op. cît. și Francesco Floră, "Scrittori italiani contemporanei: Salvatore Quasimodo", Letterature moderne, 2, martie-aprilie 1951. 339 Viene îl vento recando îl suon dell'ora / dalla torre del borgo (Le ricordanze); E come îl vento odo stormir tra queste piante (L'infinito). 340 Giuseppe Savoca (CL), op. cît. 341 Francesco Floră inventariază cuvintele recurente în primă perioadă de creație a lui Quasimodo; deși își concentrează analiza asupra termenului aria aer, menționează vântul printre
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ți vinse notte così chiara); E qui per terra / mi getto e grido e fremo. (La seră del dì di festa). 375 Se Quasimodo pare condannato a qualcosa, è appunto a non poter barare con se stesso, Carlo Bo, Letteratura come vită, îngrijit de Sergio Pautasso, Rizzoli, Milano, 1994, p. 541. 376 Disiata, e molto, / come săi, ripiegata a me discende, non temută la morte; e lieto apparmi / questo feral mio dì (Consalvo); desiderato îl termine / avrei del viver mio (Îl
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La seră del dì di festa). 375 Se Quasimodo pare condannato a qualcosa, è appunto a non poter barare con se stesso, Carlo Bo, Letteratura come vită, îngrijit de Sergio Pautasso, Rizzoli, Milano, 1994, p. 541. 376 Disiata, e molto, / come săi, ripiegata a me discende, non temută la morte; e lieto apparmi / questo feral mio dì (Consalvo); desiderato îl termine / avrei del viver mio (Îl risorgimento); beata / se te d'ogni dolor morte risana (La quiete dopo la tempesta); timor
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Poesie, Maria Gabriella Riccobono, "La poesia ermetica di Quasimodo, letture esoteriche", Italianistica, 37, 2007, pp. 277-293, p. 279. 381 Singurătatea și izolarea pot fi înfrânte. Părăsirea sinelui pentru o dimensiune superioară este redata prin imaginea separării apei marine de sare: Come îl sale dall'acque / io esco dal mio cuore // În te salgo, o delfica / non più umano (Delfica). Precum sarea din ape / eu ies din inima-mi. La tine mă înalt, o, delfică, neomenesc de-acum (Delfică, trad. MB). Desprinderea
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negli occhi (Delfica). 396 Né în te riparo / abbandonata al sonno / da frescă gioia (L'acqua infradicia i ghiri). 397 Senza sonno io giacea sul dì novello, / e dove io tristo ed affannato e stanco / gli occhi al sonno chiudea, come per febre / rotto e deliro îl sonno venia manco. (Îl primo amore). 398 Substantivele onda, montagna și palude sunt de genul feminin. 399 Un evento onirico, cioè una sorta di delirio, di allucinazione, che assomiglia ad un sogno în senso
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e mi părea / che quanto nel cader s'approssimava, / tanto crescesse al guardo; infin che venne / a dar di colpo în mezzo al prato; ed era / grande quanto una secchia e di scintille / vomitava una nebbia, che stridea / sì forțe come quando un carbon vivo / nell'acqua immergi e spegni. Anzi a quel modo / la lună, come ho detto, în mezzo al prato / și spegneva annerando a poco a poco, / e ne fumavan l'erbe intorno intorno. (Frammento XXXVII). 402 Perisce
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dell'uomo, che è la sola a cui guardino i più. Giacomo Leopardi, Gli amori di Giacomo Leopardi e Pensieri cavati dall'epistolario e dalle appendici ad esso, distribuiți în ordine cronologico, Lucio Zoppelli, Treviso, 1891, p. 59. 419 Grecità come rădice e traguardo (...), coscienza di remota nobiltà, contrassegno del poeta del secolo ventesimo, privilegio e patimento, Marcello Gigante, L'ultimo Quasimodo e la poesia greca, Guida, Napoli, 1970, p. 17. 420 Bogată și controversată opera quasimodiană de traducere conține și
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esser poeta se non dopo letti parecchi poeți greci, Zibaldone, 1741. 423 Dopo i tre grandi lirici dell'ultimo Ottocento, Carducci Pascoli D'Annunzio, e dopo certă sazietà di un poetare erudito, e anche eloquente e anche retorico (...) ci fu come una reazione e îl bisogno di abbandonare schemi formali, (...) e nella reazione sembrò dover chieder conforto a poeți di altro timbro, al Leopardi per esempio, ai poeți del dolce stil novo e ultimamente ai poeți greci e alla frescă letizia
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români antichi, e massimamente di quelli d'ingeno grande, si professa desideroso della vită oscura e solitaria; e questo în una cotal guisa, che și può comprendere che egli vi è forzato dalla sua natură, (...); e che l'ama più come rimedio e rifugio che come bene. Giacomo Leopardi, Opere, vol. I, Successori Le Monnier, Florența, 1898, p. 399. 436 Bruno Gentili, "Prospettive critiche nell'interpretazione della cultură greca dell'età dei lirici", Îl Verri, 38, februarie 1972, p. 28. 437
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arte della parolă, di metrica, di sillabazione lessicale e fonica: un risultato che difficilmente verrà uguagliato dai traduttori successivi, Gilberto Finzi, "Itinerario di Salvatore Quasimodo", Salvatore Quasimodo, 1971, op. cît., p. XVI. 456 Pensate al destino di Leopardi, (...) perché Leopardi, come Vergilio, chiude ed esaurisce în sé la maturità di una lingua e di una letteratura. Dopo Leopardi, infatti, la poesia italiană ha dovuto tutto rifare e ancoră oggi è în cammino, Salvatore Quasimodo,1967, op. cît., p. 23. 457 Un
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instinctiv în acea limba, în absența controlului rațiunii. Discutând procedeele traducerii, Leopardi dă dovadă de o covârșitoare modernitate. El refuză categoric știrbirea textului de pornire din care trebuie păstrat fiecare cuvânt: Nelle parole și chiudono e quasi legano le idee come negli anelli le gemme, anzi s'incarnano come l'anima nel corpo, Zibaldone, 2584. El militează și pentru că limba țintă să nu fie forțată să accepte calcuri sau barbarisme. Este de acord cu principiul iluminist al respectării fidele a originalului
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